Stefano Bettini

Scrivo storie di persone imperfette. A volte sono le mie, più spesso quelle degli altri.

Poeta, artista, ideatore, ghostwriter, scrittore. Irriverente.

Chi sono

Stefano Bettini a un tavolo all'aperto, una mano sugli occhi, con un barboncino appoggiato davanti a lui

Prima sono arrivate le parole.
Poi la pietra.
Poi il colore.
Poi le persone.
Infine le storie.
E in mezzo, una vita intera.

Poeta per necessità. Artista per istinto. Ideatore di Art[e]xperience per curiosità. Ghostwriter per ascoltare. Scrittore per raccontare. Irriverente per natura. E, soprattutto, seriamente poco serio per sopravvivere a tutto il resto.

Vivo a Padova e ho due figli.

Leggi la biografia completa

Libri

Uomini apparentemente forti e intimamente fragili. Innamorati, lasciati, ridicoli, malinconici. Soprattutto imperfetti.

Il progetto si chiama Uomini in crisi.

  • Copertina di Il signore dalle scarpe gialle

    Il signore dalle scarpe gialle

    Romanzo. Oltre mille copie vendute. Finalista al premio R come Romance, con una menzione per il miglior personaggio non protagonista.

  • Copertina di I tuoi baci sono frizzanti con un retrogusto di boh

    I tuoi baci sono frizzanti con un retrogusto di boh

    Commedia romantica tra la Bretagna e Parigi.

Per bambini

  • Le storie del mare profondo

  • La banda dei monelli

Sulla scrivania, adesso

  • Prima del vento

    Roma, settembre 1988. Luca e Irene, sette giorni, un treno perso. Poi il cielo, per molto tempo.

  • I calzini colorati (Senza di te)

    Due donne, un lutto in comune, una macchina e la strada verso la Provenza.

  • La notte del gelsomino

    Clara lavora in una fioreria e riconosce le persone dal profumo. Il gelsomino la calma e la trattiene, e di notte riporta a galla quello che il corpo non ha dimenticato.

    Già scritto, in attesa di trovare la sua strada.

Manuali per Persone Perfettamente Imperfette

Tragicamente utili, inutilmente indispensabili.

Una collana di manuali illustrati per chi ha un difetto e ci tiene. Ogni libro prende una mania riconoscibile e la smonta con affetto, senza la pretesa di guarire nessuno.

  • Copertina di Mi batte il cuore, quindi muoio

    Mi batte il cuore, quindi muoio

    Manuale ironico per ipocondriaci con stile.

  • Copertina di Mai una vibora giusta

    Mai una vibora giusta

    Manuale ironico per padellisti scarsi.

  • Copertina di No, il cane non lo voglio

    No, il cane non lo voglio

    E poi dorme in mezzo al letto. Manuale tragicomico per umani che poi si affezionano.

  • Copertina di Come sopravvivere ai figli

    Come sopravvivere ai figli

    Ovvero, dormire era un diritto umano.

  • Copertina di Come smettere di bestemmiare

    Come smettere di bestemmiare

    Manuale pratico per persone imperfettamente calme.

  • Copertina di LinkedIn è l'OnlyFans delle bugie

    LinkedIn è l'OnlyFans delle bugie

    Manuale ironico per chi recita la parte.

Librerie e circoli

I manuali sono pubblicati da Edda Edizioni. Se hai una libreria, un circolo sportivo o un negozio e vuoi tenerli al banco, scrivimi.

Chiedi le condizioni

Ghostwriter

È il lavoro che faccio da più tempo, ed è venuto prima dei libri con il mio nome.

Racconto la vita di imprenditori, professionisti e persone che hanno una storia importante e non hanno il tempo, o la voglia, di trasformarla in un libro.

Funziona così: ci parliamo, a lungo. Io ascolto, faccio domande, a volte quelle scomode. Poi scrivo con la tua voce, non con la mia.

Non devo dimostrare quanto so scrivere. Devo scomparire. Il risultato migliore è quando leggi una pagina e pensi: «Sono proprio io.»

Il libro è tuo, la firma è tua. Il mio nome non compare da nessuna parte, ed è giusto così.

Raccontami la tua storia

Poeta

Ho cominciato con le poesie, per necessità. Tutto il resto è venuto dopo.

I pensieri arrivavano di notte, e tenevo carta e penna sul comodino. Ne ho scritte circa duecento, raccolte per colori: gialle, bianche, blu e verdi. Poi le parole non mi bastavano più, e ho cominciato a inciderle sul travertino.

La poesia

È la profondità della notte. Non il colore del cielo. È la lunghezza della via Non la dimensione della strada. È il gusto del bacio. Non la tristezza dell'addio. È l'emozione dell'amore. Non è la felicità della distruzione. È poesia. Non parole.

Voglio avvolgermi nella tua aria, tenere i tuoi segreti tra il mio petto e la mia anima In un abbraccio. e basta respirare

Di giorni senza fine Di albe senza tramonto Dove tutto è uguale Dove tutto è io e te E quella voglia di andarsene lontano Di vivere d'un fiato Mano nella mano Perché possiamo fare tutto Perché noi siamo tutto Perché per me sei tutto ciò che conta…..

Pensieri a matita

Ogni giorno, sui social, un pensiero breve con un disegno. A volte ironico, a volte no. A volte rubato a uno dei manuali.

Pensieri a matita numero 1. Quando mio figlio mi ha detto «Tu non puoi capire», ho pensato a tutte le volte che l'avevo detto a mio padre. Certe frasi si ereditano. Cambia soltanto il povero stronzo che le ascolta. Disegno a matita di un padre e un figlio sul divano.

Artista

Ho cominciato a dipingere per capire se le emozioni potessero avere un colore, una forma, una materia.

Quadro verde con una fascia di colori al centro, appeso in un soggiorno

Sono autodidatta. Dopo le prime opere materiche sono passato al colore: gli Skiss, le Geometrie del caos, i Cracked, i Cerchi, fino alle grandi tele astratte e alla Fluid Art.

Ho esposto, tra gli altri, a Wikiarte Bologna, Padova Art, Arte Piacenza, Palazzo Venezia a Napoli, Casa delle Culture di Cosenza, Teatro Vecchio di Firenze e Abbazia di Farfa, con personali a Due Carrare, Bevagna e Orvieto. Medaglia d'Oro Città di Mombaroccio, Targa d'Oro Città di Gubbio. Il mio lavoro è nelle pubblicazioni Giorgio Mondadori Sensazioni Artistiche e nel Catalogo dell'Arte Moderna n. 49.

Un'opera della serie Cracked è nella collezione permanente del CCM Museum – Contea del Caravaggio di Catania. Le altre passano direttamente da me ai collezionisti.

Chiedi le opere disponibili

Opere materiche

Le prime opere. Qui il colore non basta: servono la pietra, il legno, l'ardesia, gli oggetti.

In Spremitura di cuore un morsetto da falegname stringe un cuore di pietra, e le gocce finiscono nei barattoli. È una delle prime opere che ho venduto. Fragile è un sasso a forma di cuore, con una crepa e un cerotto.

Un cuore rosso stretto in un morsetto gocciola su barattoli di vetro in fila su un nastro trasportatore
Cuore rosso incrinato, tenuto insieme da due cerotti, con la scritta FragileCuore grigio spezzato in frammenti, con il rosso che cola dalle crepeUn uccellino nero sollevato da un grappolo di palloncini colorati

Sculture

Legno trovato, consumato dall'acqua o bruciato. Io aggiungo poco: un filo con un cuore, una macchia di rosso, una vecchia serratura d'ottone.

Anatomia del dolore è una di queste. Un'altra è un martello che pianta un chiodo nel proprio manico. E ogni tanto il legno, o l'ardesia, diventa un orologio.

Un ramo curvo con la testa di un martello in cima, che pianta un chiodo nel ramo stesso, su una base di cemento con una fascia rosa
Stefano accanto a un tronco bruciato alto quanto lui, con macchie di rossoDettaglio del tronco bruciato: rosso e una serratura d'ottoneUn ramo di legno con un cuore rosso appeso a un filoUn tronco levigato dal tempo, in piedi su una base di ardesiaOrologio ricavato da un pezzo di legno, con lancette nere e rosseOrologio su ardesia con ore segnate da punti colorati, tenuto davanti al volto

Art[e]xperience

Non guardi un quadro. Lo fai tu, a casa tua, con me accanto.

Dal 2022 abbiamo dipinto insieme centinaia di opere. Qualcuno mi ha chiamato «stimolatore di espressività»: forse è più preciso di pittore. Ne ha parlato anche la rivista Vivere Sani e Belli.

Tre persone in ginocchio dipingono una grande tela blu sul pavimento

Come funziona

  1. Arrivo da te con colori, tele, musica e il telo per proteggere la stanza.
  2. Decidiamo insieme la parete, le dimensioni e i colori.
  3. Dipingi. Ti guido passo dopo passo, e nessuno giudica.
  4. Se vuoi, lo appendiamo subito.
Due mani con pennelli larghi stendono blu e verde sulla tela

Per chi

Bambini, coppie, famiglie. Team aziendali che vogliono fare qualcosa insieme che non sia l'ennesima riunione. Chi vuole un quadro che non ha nessun altro.

Non serve saper dipingere. Serve solo non avere paura di sporcarsi le mani. Ed è anche un regalo.

Una famiglia con due ragazzi accanto a una tela, le mani sporche di colore
Un gruppo di colleghi con grembiuli colorati prima di una sessione

Prenota

Scegli una data, mettiti qualcosa che puoi sporcare. Al resto penso io.

Chiedi una data
Due persone mostrano il quadro appena finito, azzurro e rosa

Biografia

Poeta, artista, ideatore, ghostwriter, scrittore. Irriverente.

Stefano Bettini nasce a Padova, in aprile.

Definirlo attraverso una professione è complicato, perché nella sua vita ha cambiato più volte mestiere, linguaggio e modo di esprimersi. C'è però qualcosa che non è mai cambiato: la necessità di trasformare quello che sente in qualcosa che possa essere letto, visto, toccato o condiviso.

Prima sono arrivate le parole.

Poi la pietra.

Poi il colore.

Poi le persone.

Infine le storie.

E in mezzo, una vita intera.

Il poeta

Stefano Bettini comincia dalla poesia quasi per necessità.

I pensieri arrivano soprattutto di notte. All'inizio sono frammenti, parole sparse, immagini che al mattino rischiano di essere dimenticate. Comincia così a tenere carta e penna sul comodino, nel tentativo di dare una forma a quel rumore che gli gira nella testa.

Quello che inizialmente sembra un esercizio confuso diventa lentamente un linguaggio.

Scrive moltissimo, arrivando a raccogliere circa duecento poesie. Nascono negli anni diverse raccolte di poesie, identificate attraverso i colori: gialle, bianche, blu e verdi.

I colori non sono soltanto una scelta grafica. Diventano un modo per distinguere emozioni, periodi, stati d'animo.

La sua è una poesia istintiva, lontana dalla ricerca accademica e dalla costruzione formale. Bettini scrive soprattutto per rendere visibile qualcosa che, fino a quel momento, esisteva soltanto dentro di lui.

Ma dopo un po' le parole non gli bastano più.

Vuole toccarle.

Vuole che rimangano.

E così comincia a incidere le poesie sul travertino romano. La parola smette di essere soltanto inchiostro e diventa materia.

Senza saperlo, il poeta sta già diventando artista.

L'artista

L'incontro con un artista padovano e, successivamente, con una gallerista lo porta alla sua prima esposizione collettiva.

È l'inizio di una relazione con l'arte che negli anni cambierà continuamente forma.

Bettini è autodidatta. Non arriva alla pittura attraverso un'accademia, ma attraverso la curiosità, l'osservazione e la sperimentazione. Guarda gli altri artisti, frequenta mostre, prova materiali, sbaglia, ricomincia.

E soprattutto continua a portarsi dietro le poesie.

Letteralmente.

Le parole finiscono dietro ai quadri, diventando parte dell'opera stessa.

Le prime creazioni sono materiche e concettuali: pietra, legno, ardesia.

Una delle immagini simboliche del suo primo percorso è un sasso a forma di cuore, colorato di rosso, attraversato da una crepa, medicato con un cerotto e accompagnato da una sola parola:

Fragile.

Arriva poi Spremitura di cuore: un morsetto da falegname stringe un cuore di pietra dal quale sembrano cadere gocce di sangue raccolte in piccoli contenitori.

È una delle prime opere vendute e contiene già buona parte della sua poetica: trasformare un sentimento in un'immagine talmente immediata da non avere bisogno di essere spiegata.

Dalla materia Bettini passa progressivamente al colore.

Nascono gli Skiss, le Geometrie del caos, i Cracked, i Cerchi, fino alle grandi tele astratte e alla sperimentazione con la Fluid Art.

Negli anni espone in numerose mostre personali e collettive, passando, tra gli altri, da Wikiarte a Bologna, Padova Art, Arte Piacenza, Palazzo Venezia a Napoli, Casa delle Culture di Cosenza, Teatro Vecchio di Firenze, Abbazia di Farfa, CCM Museum di Catania, fino alle personali di Due Carrare, Bevagna e Orvieto.

Riceve la Medaglia d'Oro Città di Mombaroccio e la Targa d'Oro Città di Gubbio.

Il suo percorso artistico viene inoltre inserito nelle pubblicazioni Giorgio Mondadori Sensazioni Artistiche e nel Catalogo dell'Arte Moderna n. 49.

Una delle opere appartenenti alla serie Cracked entra nella collezione permanente del CCM Museum – Contea del Caravaggio di Catania, dove rimane in esposizione permanente.

Ma anche appendere quadri alle pareti, a un certo punto, gli va stretto.

Perché Bettini comincia a chiedersi se l'arte debba necessariamente essere qualcosa che un artista crea e gli altri osservano.

Da quella domanda nasce probabilmente la sua intuizione artistica più personale.

Art[e]xperience

Nel 2022 nasce Art[e]xperience.

L'idea è apparentemente semplice: smettere di essere spettatori dell'arte e cominciare a farne parte.

Bettini porta colori, tele, musica e persone nello stesso spazio e trasforma il processo creativo in un'esperienza collettiva.

Non occorre saper dipingere.

Anzi, forse è meglio non saperlo.

L'artista smette di essere l'unico depositario del gesto creativo e diventa colui che mette gli altri nelle condizioni di esprimersi.

Con Art[e]xperience artista, pubblico e opera finiscono per fondersi: chi partecipa non osserva semplicemente la nascita di un'opera, ma contribuisce fisicamente a crearla.

Nel tempo il progetto produce centinaia di opere condivise e viene raccontato anche dalla rivista Vivere Sani e Belli.

È in questo contesto che Bettini viene definito "Stimolatore di Espressività".

Una definizione insolita, ma probabilmente più precisa di "pittore".

Perché a quel punto non gli interessa più soltanto esprimere se stesso.

Gli interessa riuscire a far esprimere gli altri.

E questo, quasi inevitabilmente, lo riporta alle parole.

Il ghostwriter

Dopo aver raccontato se stesso attraverso poesie e quadri e aver coinvolto altre persone nella creazione artistica, Bettini scopre una nuova possibilità: raccontare le vite degli altri.

Nasce così il lavoro di ghostwriter.

Ascoltare prima di scrivere.

Entrare nei ricordi di una persona, raccogliere episodi apparentemente insignificanti, riconoscere quelli che invece contengono una vita intera e trasformarli in una storia senza cancellare la voce di chi l'ha vissuta.

Il ghostwriter, nella sua idea, non deve dimostrare quanto sia bravo a scrivere.

Deve riuscire a scomparire.

Il risultato migliore arriva quando la persona legge una pagina scritta da lui e pensa:

"Sono proprio io."

In fondo è una naturale prosecuzione di Art[e]xperience.

Prima metteva un pennello nelle mani delle persone perché potessero esprimersi.

Adesso presta loro le parole.

Lo scrittore

E poi arriva la narrativa.

In realtà Bettini aveva già cominciato a pubblicare libri destinati ai bambini con Le storie del mare profondo e successivamente La banda dei monelli.

Ma con Il Signore dalle Scarpe Gialle la scrittura cambia.

Cominciano a emergere temi che diventeranno centrali nella sua narrativa: uomini apparentemente forti e intimamente fragili, relazioni, errori, desiderio, solitudine, seconde possibilità e soprattutto quella parte dell'universo maschile che spesso gli uomini stessi fanno di tutto per nascondere.

Il Signore dalle Scarpe Gialle arriva tra i finalisti del premio R come Romance, ottenendo anche una menzione per il miglior personaggio non protagonista.

A questo universo appartiene anche I tuoi baci sono frizzanti con un retrogusto di boh, insieme ad altri romanzi che esplorano, con registri differenti, lo stesso territorio emotivo.

Da qui prende forma il progetto narrativo Uomini in crisi.

Non necessariamente uomini disperati.

E nemmeno uomini semplicemente in crisi con le donne.

Sono uomini arrivati a quel momento della vita in cui le certezze costruite per anni cominciano a scricchiolare. Uomini innamorati, lasciati, impauriti, sensuali, ridicoli, malinconici, contraddittori.

Soprattutto imperfetti.

Ed è proprio l'imperfezione a portare Bettini verso un'altra forma di scrittura.

Persone perfettamente imperfette

Dopo aver raccontato l'imperfezione con malinconia, decide di prenderla in giro.

Nasce così il progetto dei Manuali per persone perfettamente imperfette, una collana ironica i cui nuovi titoli sono in preparazione.

Piccoli manuali dedicati alle nevrosi, alle contraddizioni e alle assurdità della vita quotidiana.

C'è l'ipocondriaco che conosce il cardiologo meglio del proprio barista.

Il giocatore di padel scarso che non perde mai per colpa propria.

Il genitore che cerca di sopravvivere ai figli.

Quello che giurava che un cane in casa non sarebbe mai entrato.

E poi il meraviglioso universo dei social e del lavoro, dove improvvisamente sembrano essere diventati tutti CEO, founder, mentor, coach e leader visionari.

Il principio della collana è semplice:

siamo tutti molto più ridicoli quando cerchiamo disperatamente di sembrare perfetti.

Tanto vale riderne.

Anche perché, dopo aver passato anni a scrivere di fragilità, Bettini sembra aver scoperto che qualche volta il modo migliore per raccontarla è proprio l'ironia.

L'irriverente

Ed eccoci forse alla definizione che riesce a tenere insieme tutte le altre.

Irriverente.

Non perché senta il bisogno di provocare a tutti i costi.

Ma perché ha sempre avuto una certa difficoltà ad accettare che qualcosa debba essere fatto in un determinato modo semplicemente perché "si è sempre fatto così".

È successo con la poesia.

È successo con l'arte.

È successo quando ha deciso che davanti a un quadro il pubblico non dovesse necessariamente limitarsi a guardare.

Ed è successo con la scrittura, dove può passare dalla fragilità di un uomo alla disperazione di un ipocondriaco convinto di avere tre malattie mortali prima di colazione.

Bettini continua a dipingere, scrivere, inventare titoli improbabili, iniziare progetti quando quelli precedenti non sono ancora terminati, cambiare idea, innamorarsi di intuizioni che magari qualche tempo dopo considera assurde e cercare continuamente qualcosa che ancora non sa bene cosa sia.

Ha attraversato la poesia, la pietra, la pittura, l'arte partecipata, le vite degli altri e la narrativa senza riuscire — fortunatamente — a trovare una casella nella quale stare fermo.

Forse perché il filo che tiene insieme tutto non è una professione.

È la curiosità.

La necessità quasi infantile di provare.

Di fare.

Di vedere cosa succede.

E soprattutto la convinzione che si possa parlare di amore, paura, fragilità, arte, dolore e vita senza diventare necessariamente noiosi.

Per questo, se proprio bisogna mettere tutto in poche righe:

Stefano Bettini è poeta per necessità. Artista per istinto. Ideatore di Art[e]xperience per curiosità. Ghostwriter per ascoltare. Scrittore per raccontare. Irriverente per natura.

E, soprattutto,

seriamente poco serio per sopravvivere a tutto il resto.